Funzioni del Padre nel periodo Perinatale

Si parla molto della madre e dell’attaccamento al figlio subito dopo la nascita, sottovalutando spesso il ruolo del padre.

In realtà nel momento della nascita si deve sempre pensare alla TRIADE, sia nella fisiologia che in caso di patologie o disturbi. Le triade, madre-padre-bimbo, è quella che deve essere avvicinata al cucciolo che nasce, la triade è quella che va trattata in caso di depressione postpartum o altri disagi. A tal proposito Alessandra Merisio, Psicoanalista SIPRe, ci suggerisce che non possiamo pensare di comprendere il post-partum, scomponendo la triade nei suoi “elementi costitutivi”. Infatti il “sistema famiglia” non è riconducibile a una delle singole parti che lo compongono, bensì è frutto dell’intreccio di chi abita quel legame. Solo così si può cogliere profondamente il significato della sofferenza quale passaggio da un livello di coerenza ad un altro. Se perdessimo di vista questo, non riusciremmo a comprendere la sofferenza quale espressione di cambiamento.

Quando si parla di nascita, non va quindi sottostimato il ruolo del padre!

Quali sono le principali funzioni del padre alla nascita? Nei primi mesi di vita la funzione protettiva nei confronti del figlio è meno importante rispetto a quella materna (che è la persona che più di espone al contatto corporeo con il neonato, partendo dall’allattamento arrivando a tanto altro).  I padri entrano in gioco maggiormente nella protezione dal secondo anno di vita, favorendo l’esplorazione dell’ambiente, la regolazione emotiva e lo sviluppo di capacità mentalizzanti e relazionali (attraverso il dialogo verbale, il racconto di storie eccitanti, le attività fisiche, il gioco avventuroso e competitivo). Durante il periodo perinatale una funzione importante è svolta nei confronti della madre, che deve essere protetta dalle difficoltà fisiche e emotive della gravidanza e sostenuta nell’esplorazione della nuova condizione di maternità. E’ evidente che questa non è una condizione costante, perchè come sottolinea anche Recalcati, il padre ha rappresentato, e talvolta rappresenta anche la Legge, cioè l’aspetto normativo, ma ciò si costruisce e si evidenzia al di fuori del periodo perinatale.

Una funzione fondamentale del padre è quindi quella di agire sulla figura di attaccamento e aiutare la propria partner a superare le difficoltà mantenendo la sofferenza e la problematicità a livelli accettabili. Questo avviene fornendole sicurezza e sostegno emotivo, incoraggiandola nello svolgere la propria funzione materna e proteggendola da un eccesso di sofferenza psicologica.

Questo è un aspetto cruciale e si declina sia attraverso una dedizione alle faccende pratiche (mantenere una sicurezza economica, fare la spesa, pagare le bollette) sia attraverso una cura dell’equilibrio della compagna. E’ come se alla nascita del bambino il padre si occupasse principalmente di diventare una base sicura per la compagna, creando un clima di sicurezza e fiducia in un momento di profondo scombussolamento della coppia. Come sottolinea Marcello Florita, psicoanalista SIPRe ed esperto di psicologia perinatale, il momento della nascita coincide con un momento di “crisi” della coppia, nel senso etimologico del termine, cioè un momento che in parte separa e in parte porta la coppia a rivalutare il loro legame dentro ciò che sta accadendo. Come in tutte le crisi, l’esito è il bisogno di stabilire un nuovo equilibrio e per fare ciò è importante che tutti si sentano ingaggiati e in discussione.

In un momento di crisi la cura di tutti i componenti è centrale per costruire una nuova organizzazione. Tanto è vero che, tornando al padre, se questo è troppo preoccupato, ansioso o depresso, gli studi suggeriscono che tutto ciò può comportare uno svantaggio per l’equilibrio emotivo della compagna e una minaccia per il buon andamento della relazione tra madre e figlio.

Nelle nascite pretermine tutte queste riflessioni risultano evidenti, perchè in un momento dove la madre è più in difficoltà e il bimbo è sofferente senza la possibilità di un contatto fisico, il padre si occupa principalmente della protezione e della sicurezza della madre.

“Ho scelto la mamma e non ho scelto la verità o il papà;
ho deciso di buttare il latte giù dal lavandino.
Poco, il tanto necessario per fare respirare sua madre. (…)
Qualcuno la chiamerebbe una bugia bianca; sì, bianca come il latte. (…)
Ho scelto la mamma alla verità”.

 


Bibliografia

Baldoni Franco – “La relazione genitore-bambino: dalla psicoanalisi infantile a nuove prospettive evoluzionistiche”

Merisio Alessandra – “La depressione post-partum: una questione di famiglia”

Marcello Florita – “Come respira una piuma”


 

 

 

 

 

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