Quale è l’impatto della mascherina nella relazione tra mamma e bambino?

A causa della pandemia di COVID, la mascherina è diventata parte integrante della nostra vita. Questo cambiamento ci ha permesso di capire l’importanza di vedere volti interi. Per questi motivi ci siamo chiesti quale possa essere l’impatto della mascherina sui neonati. Molte mamme e papà sono preoccupati dell’effetto che può avere su un neonato, in un momento così delicato ma al contempo determinante, l’interagire con volti parzialmente coperti.


I volti sono una fonte complessa e ricca di segnali sociali, emotivi e linguistici. Facciamo affidamento su tutti questi segnali per comunicare, attraverso una danza complessa e dinamica che dipende dalla capacità di ciascun partner di leggere i segnali dell’altro. È interessante notare che, anche quando possiamo vedere facce intere, spesso abbiamo difficoltà a dire cosa provano le altre persone. Ad esempio, come ha notato la psicologa Lisa Feldman Barrett, non è scontato capire cosa c’è in un un sorriso: se va letto come un “Sono felice”, “Mi piaci” o “Sono imbarazzato”. Quindi, vedere solo parzialmente un volto, ci priva di una pletora di segnali linguistici che sono essenziali per la comunicazione.


Neonati e bambini piccoli vedono e ascoltano segnali comunicativi e imparano ad attribuire loro significati attraverso le loro interazioni quotidiane con i loro caregiver e partner sociali. Prendete, ad esempio, un bambino a una festa di compleanno o in un asilo nido dove si possono sentire e vedere parlare diverse persone mascherate. Per capire quale faccia va con quale voce, quel bambino deve imparare che la bocca è la fonte del linguaggio parlato e che guardare la bocca è essenziale per capire se il viso di una persona in particolare si abbina a una voce particolare.
Volevamo sapere se e quando i bambini potrebbero scoprire l’importanza della bocca di chi parla. Gli studi in questo ambito raccontano che i bambini iniziano a leggere le labbra a circa 8 mesi di età. Fondamentalmente, l’inizio della lettura labiale a questa età corrisponde all’inizio del balbettio canonico, suggerendo che i bambini iniziano a leggere le labbra perché si interessano alla parola e al linguaggio. Leggendo le labbra, i bambini ora ottengono l’accesso a segnali visivi del parlato che, come hanno dimostrato Janet Werker e i suoi colleghi dell’Università della British Columbia, sono chiaramente percepibili. Fondamentalmente, una volta che la lettura delle labbra emerge nell’infanzia, diventa la modalità predefinita di elaborazione del parlato ogni volta che la comprensione è difficile.

Entriamo nel vivo della question. C’è uno studio molto interessante di Tronick e Snidman, “Children’s reaction to mothers wearing or not wearing a mask during face-to-face interactions” che ha proprio l’obiettivo di valutare che effetto ha la mascherina nei neonati. Lo studio si è svolto in pandemia, ed è nato proprio a causa della grande preoccupazione dei genitori, costretti ad usare la mascherina (perchè in quarantena o positivi al COVID). L’idea è che la mascherina interrompesse il flusso di comunicazione.

Sfruttando il protocollo di studio della “still face”, che proprio Tronick aveva utilizzato in numerosi, si è provato ad introdurre in questa metodologia una comparazione delle reazioni nella relazione madre-bambino con e senza mascherina.

Come vedete dalla figura sotto, la relazione tra madre e bambino è fatta di un alternarsi di match (cioè di sintonizzazioni), con mismatch (cioè perdite di sintonizzazioni). Ogni qualvolta c’è un mismatch (spesso perchè ciò avviene il 70% delle volte), dopo avviene un momento di riparazione e di ricerca di una nuova sintonizzazione.

La mascherina ha aumentato il numero di mismatch? ha reso difficile riparare alle perdite di sintonizzazione?

Quello che si è scoperto è che, quando la mamma si mette la mascherina vi è un’evidente reazione del neonato, che percepisce la differenza e reagisce con sorpresa.

Questo breve momento di sconcerto, è però subito seguito da una ripresa della sintonizzazione (nella foto sotto, vi è lo sconcerto della bambina nel momento in cui mamma indossa la mascherina).

Quando la mamma indossa la mascherina, la bambina guarda e riguarda ma poi si riprende rapidamente e riesce ad avere nuovamente un’interazione positiva, ridendo e rilassandosi.

I risultati dello studio di Tronick sono riportati qui sotto.

Non c’è una differenza nella qualità dell’interazione con o senza mascherina!

La qualità interattiva della relazione non cambia con o senza mascherina. Il fatto che vanisse indossata la mascherina non comportava cambiamenti in ciò che faceva il bambino e, dopo un breve momento di sconcerto, il neonato si risintonizzava con mamma.

Im conclusione 18 su 20 neonati (dai 4-5 mesi fino ai 16 mesi). hanno notato la mascherina. Solo due non hanno cambiato atteggiamento.

La mascherina viene notata, sia da messa che da tolta, ma non interrompe la normale interazione tra madre e neonato, né ne peggiora la qualità. Non abbiamo trovato interazioni tra sesso età del bambino, né la durata dell’indossare la mascherina.

COME LEGGERE QUESTI DATI?

Le mascherine non hanno lo stesso effetto di quando la mamma si immobilizza facendo l’esperimento della still face. Forse perchè nella still face (esperimento del volto immobile) il bambino si aspetta un’interazione, che poi non avviene più, mentre con le mascherine l’interazione non si interrompe ma sfrutta solo altri canali.

Quando la mamma indossa la mascherina c’è una distorsione del viso, ma molti segnali sono coerenti. La voce, i gesti, l’uso delle mani. Molti altri canali di informazione comunicano lo stato emotivo della madre. La comunicazione rimane dinamica, e ha una struttura di comunicazione attiva.

Quasi tutti i bambini sottoposti a questo esperimento erano in grado di superare la preoccupazione, forse perché sono abituati a mutazioni del viso: pettinature diverse, trucco, tatuaggi, barba o meno. Il bambino sperimenta le emozioni al di là della mascherina, e quindi nonostante reagiscano alla mascherina poi trovano un modo per co-creare uno stato di corrispondenza. 

Questo studio sottolinea come la mascherina non abbia un impatto forte nella relazione di cura per il neonato, o almeno non quanto si possono immaginare le madri e i padri. In conclusione l’impatto è molto più sulla percezione della relazione che hanno mamma e papà che sul bambino stesso.

Questo articolo è tratto dall’intervento di Tronick al III convegno Internazionale di Psicologia Perinatale organizzato da SIPRe e SpazioIris, responsabile scientifico Marcello Florita.

Bibliografia:

David J. Lewkowicz. Masks Can Be Detrimental to Babies’ Speech and Language Development. Yale Child Study Center, Yale University

Ed Tronick, Nancy Snidman (under-review). Children’s reaction to mothers wearing or not wearing a mask during face-to-face interactions. University of Massachusetts Boston and Harvard Medical School.

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