NUOVE EVIDENZE SCIENTIFICHE SUL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ

STUDIO SUI CORRELATI NEURALI DEL PROCESSAMENTO DELLE EMOZIONI DEFICITARIO NEL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA’

Il disturbo borderline di personalità è caratterizzato da una deficitarietà del processamento e della regolazione delle emozioni. Alcuni studiosi (Lars Schulze et al.) hanno svolto una meta-analisi di sintesi dei risultati di studi di neuroimaging funzionale e strutturale del processamento delle emozioni, al fine di elucidare ulteriormente le basi neurali del disturbo borderline di personalità, indagando le aree cerebrali interessate con un’analisi multimodale.

 

Che cosa hanno scoperto? Tra i vari risultati ottenuti è stato rilevato….

Che i pazienti che soffrono di disturbo borderline di personalità, rispetto ai controlli sani:

  • hanno mostrato una maggiore attivazione dell’amigdala sinistra e della corteccia cingolata posteriore insieme a risposte alleviate a livello della corteccia prefrontale dorsolaterale in entrambi gli emisferi cerebrali durante l’elaborazione di stimoli emotivi negativi
  • hanno mostrato anche un’iperattività funzionale & un volume minore della sostanza grigia a livello dell’amigdala sinistra

 

In conclusione….

I risultati rafforzano l’ipotesi che la disfunzionalità delle regioni prefrontali dorsolaterali e delle regioni limbiche del cervello sono una segno caratteristico del disturbo borderline di personalità e, pertanto, sono coerenti con la concettualizzazione del disturbo borderline di personalità come un disturbo della disregolazione emotiva.

 

Detto in parole semplici….

Le regioni limbiche del cervello si attivano quando proviamo delle emozioni. È stato rilevato che i pazienti borderline (che hanno spesso una difficoltà nell’area delle emozioni, che sono spesso vissute con molta più intensità) hanno una maggiore attivazione di queste aree. Al contempo, le regioni della corteccia prefrontale,hanno, tra le varie funzioni cui presiedono, quella di regolare le emozioni. Nei pazienti borderline queste regioni funzionano meno, attivandosi meno. È stato studiato, dunque, quello che accade a livello neurobiologico nei pazienti borderline che mostra quanto succede “dentro” in questi individui, che hanno difficoltà nel vivere le loro emozioni nella vita quotidiana.

 

Come trattare il disturbo borderline?

Un trattamento ottimale prevede sicuramente un approccio multidisciplinare (psicoterapico, e se necessario farmacologico) per aiutare i pazienti a stare meglio e a raggiungere uno stato di maggior serenità.

La psicoterapia in particolare può aiutare a comprendere il sintomo della disregolazione emotiva  di un individuo, comprendendola alla luce della persona nella sua globalità e con la sua storia di vita.

Se vuoi saperne di più sul disturbo borderline clicca qui.

 

Lo studio: Lars Schulze, Christian Schmahl, Inga Niedtfeld. Neural Correlates of Disturbed Emotion Processing in Borderline Personality Disorder: A Multimodal Meta-Analysis. January 15, 2016, Volume 79, Issue 2, Pages 97–106, Biological Psychiatry.

 

 

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