È sbagliato solo quando lo fai TU! La psicologia dell’ipocrisia

L’ipocrisia sembra essere ovunque di questi tempi. Come possiamo essere in pace con noi stessi quando diciamo una cosa e ne facciamo un’altra? Ci sono dei vantaggi?

In questi tempi di turbolenze politiche, di discorsi aggressivi online, di società della “post-verità” e il signore sa cos’altro, c’è una cosa difficile da negare: c’è molta ipocrisia che aleggia. Le persone criticano con rabbia e regolarità gli altri per qualcosa che stanno facendo, mentre al contempo stanno facendo loro stessi praticamente la stessa identica cosa.

Gli opinionisti che condannano i giovano di sentirsi unici e speciali perché vogliono proteggersi da prospettive controverse, e poi si sconvolgono ogni qualvolta si confrontano loro stessi con qualcosa di vagamente differente dalle loro opinioni.

Persone che, online, condannano la BBC per dei “bias”, mentre si collegano entusiasticamente a siti che non fanno alcuno sforzo per essere neutrali. Persone che predicano la tolleranza e il rispetto ma si offendono ogni qualvolta qualcuno contesti i loro metodi. L’elenco continua.

Penseresti che ai livelli più alti della politica tali comportamenti non siano permessi, ma no, sembrano invece siano più frequenti che mai. Ovunque la si trovi, è spesso irritante. Come fanno le persone a cavarsela quando impongono agli altri come comportarsi, mettendo dei limiti a ciò che possono dire e fare quando loro stessi non vi aderiscono? È sbagliato e immorale e dimostrano che non ci si può fidare di loro.

Oppure no? In termini scientifici, l’ipocrisia è in qualche modo più complicata di quanto sembra. Può manifestarsi in molti modi e per ragioni differenti, e spesso le persone che sono colpevoli di ipocrisia, non lo fanno per ragioni egocentriche.

 

La natura e la tempistica dell’ipocrisia

Molte cose che vengono etichettate come ipocrisia, possono non esserlo effettivamente e molte volte, cose che invece lo sono vengono giustificate perché sono coerenti con la visione del mondo dell’osservatore.

Per esempio, qualcuno che esorta le persone a dare dei soldi alla carità ma del quale poi si scopre che lui stesso non ne dà, verrebbe considerato un’ipocrita. Ma se qualcuno che è conosciuto come tirchio, inizia poi a sollecitare la gente a dare alla carità, potrebbe essere comunque considerato un’ipocrita, ma è anche possibile che abbia anche avuto dei ripensamenti. Cambiare idea o lavorare per la redenzione sono considerate cose buone.

Bob Cratchit non ha smesso di accusare Scrooge di essere un’ipocrita.

Inoltre le persone tendono a reagire in maniera più intensa all’ipocrisia quando sono coinvolte critiche o giudizi negativi. Qualcuno si vanta di essere un sostenitore della musica dal vivo ma si scopre che non è mai andato a sentirla? Ipocrita, fastidioso, ma non vale la pena di arrabbiarsi. Invece, un politico di destra condanna l’omosessualità e attacca i diritti dei gay, e poi lo si scopre mentre è impegnato in attività omosessuali lui stesso? Scioccante. Le persone reagiscono fortemente a delle ingiustizie percepite, quindi ipocrisie come questa li farà arrabbiare e farà loro richiedere che vi siano dei provvedimenti.

In maniera simile, le persone notano molto velocemente e accusano di ipocrisia qualora vada contro le loro credenze. Un politico cui ti opponi promuove i valori della famiglia, mentre è sorpreso nel momento in cui sta avendo una tresca? Ipocrita! Rimuovetelo dalla carica! Ma se è un politico che supporti? Giornalismo spazzatura! Quindi non è perfetto, dategli un’altra possibilità! Ci sono problemi più importanti di cui preoccuparsi etc.

Fondamentalmente, le persone non sono razionali o coerenti al 100%. I giudizi di valore sono tipicamente più soggettivi che oggettivi, quindi la portata e la gravità dell’ipocrisia è spesso nella prospettiva di chi osserva. Questo alimenta l’ipocrisia anche in altri modi.

 

Pensi di essere meglio degli altri

Gli esseri umani non sono robots logici e freddi, e di solito abbiamo un’opinione migliore di noi stessi di quanto sarebbe giustificato. Molti esseri umani hanno un bias egocentrico, per cui valutiamo le nostre capacità e performance molto migliori di quello che sono realmente. Le persone che raggiungono un certo livello di successo intellettuale, in certi contesti, possono invertire questa tendenza, ma per quel che riguarda la maggior parte di noi, pensiamo troppo bene di noi stessi.

Non è una sorpresa; il cervello è pieno di bias cognitivi e di memoria che sono orientati a farci sentire che siamo bravi, decenti, e capaci, a prescindere dalla realtà.

Il problema è che i nostri giudizi sulle altre persone sono molto più “realistici”.

In alcuni casi, questo può portare all’ipocrisia.

Alcune persone potrebbero dire ad altre di fare qualcosa e non farlo loro stessi perché pensano genuinamente che loro non abbiano bisogno di farlo mentre le altre persone inferiori abbiano bisogno che glielo si dica. Non è molto gentile, certo. Potrebbe anche non essere una decisione consapevole. Ma non è nemmeno un atto deliberato di ipocrisia, se la guardi in questo modo. Non che faccia qualche differenza rispetto all’esito, per quel che riguarda molti.

 

La dissonanza è disturbante

Chi di voi è famigliare con la dissonanza cognitiva, il processo dove lo scarto tra il comportamento e le credenze e abitudini, crea disturbo a livello cerebrale, potrebbe domandarsi, perché essa non contrasti i comportamenti ipocriti. Sicuramente dovrebbe prevenire che le persone facciano ciò che condannano apertamente?

Di nuovo, dipende dalla situazione. Spesso la conclusione “sono meglio degli altri quindi è ok” potrebbe essere sufficiente a mettersi in pace con se stessi. Ma altre volte diventa più difficile. Prendiamo l’esempio di prima del politico anti-gay che viene trovato impegnato in atti omosessuali. Questo passa come immensamente ipocrita, quindi dovrebbero sperimentare molta dissonanza. Ma si potrebbe argomentare che le loro azioni siano un tentativo di risolvere la dissonanza. Vieni cresciuto in un ambiente che crede che l’omosessualità sia un peccato, e finisci per crederci in maniera assoluta. Perché non dovresti? Poi, arriva l’adolescenza e finisce che sei omosessuale (non è una scelta, dopo tutto). Ora sei in una situazione di fortissima dissonanza; le credenze che insistono che l’omosessualità è sbagliata, insieme all’attrazione fisica per lo stesso sesso.

Un modo di risolverla è di raddoppiare il comportamento anti-gay: “non posso essere gay, guarda quanto li odio e lavoro contro di loro!”. Ora le tue credenze e comportamenti sono più coerenti, una sorta di approccio alla “fingi fino a che non lo diventi”. Ma è difficile da mantenere, poiché il sesso è un motivatore potente, e le persone spesso non sono abbastanza forti da contrastarlo. Così finisci a lavorare per qualcosa mentre nella tua vita privata fai l’opposto. Non è ipocrisia intenzionale in un certo senso, e sarebbe facile avere pietà per le loro difficoltà se non facessero del male a nessun altro. Ma lo fanno. Quindi non lo è.

 

L’ipocrisia è semplicemente più facile

Il problema del praticare quello che predichi, o mantenere un alto standard morale, è che è faticoso.

Dici alle persone di dare soldi alla carità o astenersi da certe indulgenze, ma questo significa che devi fare anche tu queste cose. Ma se invece dicessi solo queste cose e non lo facessi? Avresti tutti i benefici del fatto che le persone pensino tu sia una persona brava e capace, ma non devi mettere in atto alcuna restrizione. È un win-win.

Le persone sono prone ad attuare il principio del minor sforzo, spesso conosciuto come “il percorso della minor resistenza” che significa che prenderanno la scelta che richiede minor sforzo. L’ipocrisia ti permette di apparire come una persona di buoni principi senza doverlo essere, che è molto più facile che aderire a principi rigidi. I politici moderni sembrano aver colto questo fatto, facendo grandi discorsi su tutte le grandi cose che faranno per poi non fare mai nessuna di queste. Visto quanto raro sembri soffrire una qualsiasi conseguenza della rivelazione della loro ipocrisia, perché dovrebbero smettere?

Ci sono alcuni aspetti positivi comunque. Alcuni studi dimostrano che, quando vengono richiamate sulla loro ipocrisia, le persone possono finire per essere più dedicate alle loro credenze e abitudini, mentre prima dichiaravano solo di aderirvi. Quindi non aver paura di sottolineare l’ipocrisia quando la vedi, potresti star facendo qualcosa di buono nel complesso.

La psicoterapia serve anche a questo, a confrontarsi rispetto alle proprie ipocrisie riconoscendo i propri bias e smussando le propri credenze.

 

Articolo originale di Dean Burnett

Clicca il seguente link per leggere l’originale: https://www.theguardian.com/science/brain-flapping/2016/nov/17/its-only-wrong-when-you-do-it-the-psychology-of-hypocrisy